mercoledì 29 agosto 2012

UFO ripreso da una telecamera su un elicottero a New York



questo video di avvistamento ufo ci è sembrato attendibile e misterioso quindi abbiamo deciso di renderlo pubblico .
UFO ripreso da una telecamera su un elicottero a New York affianco alle torri gemelle

domenica 19 agosto 2012

Via Mala la strada più spettacolare e panoramica d'Europa

                                                       (All'inizio del video la telecamera inquadra il cruscotto dall'auto per far notare la differenza di gradi dal comune di Angolo al parcheggio della Via Mala) Nel mese di ottobre 2011 si sono conclusi i lavori del primo lotto per le opere di riqualificazione della Via Mala.Un insolito parco naturalistico, un museo geologico a cielo aperto, una passeggiata in un 
ambiente sempre diverso ed accattivante secondo la stagione, un tratto ciclabile con piccolo 
tracciato per mountain bike, un luogo dove puoi portare la nonna e i bambini, dove compiere 
esperienze che rimarranno nella memoria, potrai affrontare il rapporto con il vuoto salendo sull'interessante balcone 
panoramico di 5,5 metri a sbalzo nel vuoto, attrattiva di 
maggior richiamo grazie all'intrinseca spettacolarità e alle 
sensazioni fortemente emotive che è destinato ad indurre nei 
visitatori

mercoledì 15 agosto 2012

Località San Giovani al monte Terzano di Angolo

video divertentissimo: bimbo di 6 mesi che mangia un cornetto alla panna

IL CLIMA DELLA VALLECAMONICA

                                                     25/07/2012 a Gianico Un crescendo di raffiche di vento, pioggia e chicchi di grandine sempre più grossi.                                                                             

IL CLIMA DELLA VALLECAMONICA 
Il primo tratto, disposto da SW verso NE, dal Lago d’Iseo sino a Gianico risente maggiormente delle brezze che di giorno risalgono dal vicino lago quindi le massime primaverili ed estive sono generalmente più basse che nel tratto superiore, mentre le minime sono conformi a quelle del tratto superiore sino ad appena prima di Bisogne, per poi aumentare bruscamente con il cominciare del lago. La valle laterale più importante è la Val Palot che resta a nord del monte Guglielmo, dove sono presenti degli impianti di risalita per praticare lo sci, anche se di modeste dimensioni. Inoltre è da segnalare la zona sciistica di Montecampione che grazie al profilo basso dei monti risente delle irruzioni fredde e umide da E/NE che in inverno riescono a provocare deboli nevicate fin sulla pianura sottostante. Inoltre l’esposizione verso NW permette alla zona di usufruire della zona d’ombra per la conservazione della neve. In questo tratto, come dicevamo, riescono a risalire anche le perturbazioni fredde che di solito colpiscono la Pianura Padana (vedi 13 dicembre 2001) mentre più a nord raramente riescono ad avere una minima influenza. D’estate su questo settore sono frequenti i temporali anche di entità forte e, sul lago, sono spesso accompagnati da violente grandinate. Il tratto fra Gianico e Cividate Camuno, sempre disposto da SW verso NE, è caratterizzato da massime estive più alte che nei restanti segmenti, causate dalla minore incidenza delle brezze e dal notevole soleggiamento, dovuto alla modesta altezza dei monti, non superiore ai 2300m dal lato dove sorge il sole e ancora meno dove tramonta, e dalla notevole larghezza della vallata. Anche in questo tratto si verificano spesso temporali grandinigeni forti e le precipitazioni con correnti da SW sono molto abbondanti e violente. La neve cade oramai raramente a bassa quota, in quanto le perturbazioni fredde che entrano da est in pianura devono risalire da sud e stentano a arrivare così a nord, da nord non arriva quasi nulla e quelle da sudovest sono troppo calde per la neve a bassa quota. Appena più a nord di Boario Terme, nella piana vicino al fiume, d’inverno si formano dei banchi di nebbia, elemento raro in Valcamonica. Le vallate laterali più importanti sono: la fredda e molto più nevosa valle di Scalve , dalla quale spesso scedono in Valcamonica violenti temporali, ma purtroppo non scende la neve. La conca di Borno, a metà fra il clima delle vicina valle di Scalve e la Valcamonica, dove man mano che ci si allontana dal solco camuno aumenta la neve e diminuisce la temperatura, è spesso interessata da nuvolosità locale che viene a crearsi dalle cime dal Pizzo Camino, e dalle numerose cime della Concarena. Il complesso di valli del comprensorio del passo Crocedomini, quasi perennemente avvolto fra nuvole di formazione locale, è spesso interessato da copiose nevicate favorite dal cuscino freddo presente nelle strette vallette da cui è circondato e dall’incontro fra l’aria fredda che riesce a filtrare da NE e quella più mite che risale dalle valle da SW. Nel tratto da Cividate Camuno sino a Forno d’Allione la valle subisce un primo restringimento e le temperature sia estive che invernali, sia massime che minime, decrescono lentamente man mano si sale verso nord. La disposizione da N verso S, il profilo alto dei monti che delimitano la vallata, che arrivano sino a 2800m, riducono il soleggiamento del fondovalle, ma contemporaneamente riducono anche l’influsso delle correnti fredde da NE. Questo tratto è molto ventoso, spesso interessato dal favonio, generalmente molto mite (nel gennaio 2001 +16°C!) e con raffiche violente, che solo in rare occasioni riesce a spingere le nuvole sino a Breno e le precipitazioni non oltre Capo di Ponte. La perturbazioni che portano maggiori precipitazioni sono quelle da SW. Il cuscino d’aria fredda che “benedice” intense nevicate sulle vallate piemontesi e valdostane fino a bassa quota è qui praticamente inesistente, data l’esposizione della valle a sud, fattore che consente l’ingresso indisturbato delle correnti sciroccali. I temporali sono frequenti viste le numerose e alte cime che favoriscono lo sviluppo di cumuli, ma raramente sono violenti; la nebbia praticamente non esiste e le brezze termiche sono molto accentuate, spesso sembrano vento teso. Le vallate laterali sono: La val Paghera di Ceto, aperta a ovest e chiusa a est, molto stretta e scavata, ombrosa d’inverno con un cuscino freddo persistente, ma calda e poco ventilata d’estate. La Valle di Saviore, la più grande fra le laterali della Valcamonica, aperta a ovest e chiusa a est, anche se disposta da NE verso SW nell’ultimo tratto. La Valsaviore si stringe man mano che ci si allontana dal fondovalle principale, inoltre visto il profilo inizialmente basso del primo tratto di monti che la delimitano a sud riceve l’influsso delle correnti da S e delle termiche che si amplificano ulteriormente, mentre il profilo subito alto e continuo dei monti che la delimitano a nord la protegge dalle correnti fredde. Nella parte finale l’isolamento dalle correnti provenienti da S è marcato, inoltre il totale ombreggiamento d’inverno permettono al clima di essere molto rigido, con inversioni termiche notevoli, e parecchi mesi di gelo. La neve arriva di solito con correnti da S quindi nella parte iniziale il limite neve resta alto per poi scendere gradatamente. La valle di Paisco aperta a NW e chiusa e SE, dal profilo molto a “V” quindi stretta e ombrosa, interessata spessissimo da nuvole di origine locale, forti temporali e nevicate fino a bassa quota grazie al cuscino freddo persistente. Il tratto fra Forno d’Allione e Edolo è disposto da N verso S, tranne la piana di Malonno che è disposta da NE verso SW. Le massime decrescono gradatamente man mano si sale, mentre le minime subiscono un brusco calo presso la piana di Malanno, dove si insacca l’aria fredda a causa della strozzatura di Forno d’Allione dove la valle si stringe bruscamente per un tratto e fa una scarto verso ovest, andando a coprire a sud il tratto superiore. Le brezze termiche sono sempre notevoli e anche il favonio si fa sentire, anche se è molto meno caldo rispetto al tratto più a sud. La piana di Malanno, nonostante sia più bassa (500m) è più fredda di Edolo (699m) paese che resta più esposto ai venti, dove la notte non si insacca l’aria fredda e dove il sole resta per più tempo a causa delle aperture verso ovest che scorrono nella vallata che si dirige al passo dell’Aprica. Le vallate laterali sono: la Val Malga, stretta e profonda, aperta a O e chiusa da tutti gli altri lati, dove il cuscino freddo è estremamente persistente a causa delle zone in ombra; inoltre le correnti fredde che discendono dal vicino ghiacciaio rendono le minime sempre basse e la quasi onnipresente presenza di nuvole locali diurne rende le massime anch’esse basse. La valle di Corteno aperta a E che sfocia a W nel passo dell’Aprica, larga e solatia, anche se fredda d’inverno e di notte, ma baciata dal sole in tutte le stagioni, tranne che il lato rivolto a Nord dei monti. Spesso interessata da temporali che si formano nelle sue due vallette laterali di Campovecchio e Brandet, molto nevose e spesso interessate da slavine. Ed eccoci all’ultimo tratto, da Edolo al Tonale, disposto quasi da W verso E, il più continentale della Valcamonica, dove le correnti fredde da NE riescono a penetrare e il cuscino freddo resiste anche alle perturbazioni da SW, che sono quelle che portano più precipitazioni, anche se qualcosa riesce a venire pure con perturbazioni da N. Le minime sono molto basse d’inverno e il sole riesce a scaldare poco anche di giorno. La neve cade spesso, anche se raramente in modo molto abbondante, e resiste bene per lunghi periodi, soprattutto nella zona più fredda e nevosa che è quella di Sozzina, poco dopo Ponte di Legno, che riceve l’aria fredda che discende dal ghiacciaio del Pisana, e la neve che arriva da Tonale. La temperatura scende bruscamente poco dopo Edolo, e poi scende in modo costante sino a Ponte di Legno, poi risale un pochetto dopo Sozzina per poi ridiscendere sino in Tonale. D’estate le nuvole di carattere locale sono spesso presenti, e i temporali sono violenti visto che l’aria da N e da NE arriva con facilità, rispetto al resto della zona. Le vallate laterali sono numerose: tre aperte a N e tre aperte a S, una aperta a SE. Le laterali sono: Val Paghera di Vezza, aperta a N, stretta e molto ombrosa, fredda sia d’estate che d’inverno a causa dell’influsso del vicino ghiacciao del Baitone, spesso interessata da copiose nevicate, mentre d’estate il cielo è coperto da nuvole locali. La Val d’Avio, aperta a N, un po’ più larga della val Paghera ma altrettanto fredda e con un clima simile visto gli influssi del ghiacciaio della Calotta e della vedretta d’Avio. La valle Narcanello, aperta a N, la più fredda di tutte e anch’essa interessata dall’influsso diretto dei ghiacciai del Pisgana est, e del Pisgana ovest. Dal lato opposto si aprono delle valli estremamente solatie e nevose, anche se la neve persiste di meno a causa del maggior soleggiamento. Le valli sono quella di Canè, la val Grande, e la valle delle Messi, tutte aperte a S e spesso interessate da notevoli brezze, caratterizzate da un clima meno rigido e molto piacevole soprattutto d’estate. Infine resta la valle del Mortirolo, aperta a SW, che risale al passo del Mortirolo, solatia, ma interessata dall’aria fredda che arriva dalla confinante Valtellina e che riesce a penetrare dalla bassa quota del passo. Spero di aver dato una idea della varietà del clima di questa zona che va dai 185m di quota del lago d’Iseo ai 3539m dell’Adamello, dove è possibile, in alcune zone particolarmente coperte, trovare microclimi che risentono pochissimo dalla circolazione generale, visto la posizione già coperta dell’intera zona, con relative specie botaniche endemiche. Nell’ultimo secolo, però, c’e stato un elemento perturbante del clima che nessuno ha mai considerato: i laghi artificiali, che hanno allagato molte delle grandi conche presenti attorno all’Adamello, e che pompano in quota acqua più calda del dovuto di notte, mentre succede il contrario di giorno. Visto che solo il lago d’Arno, che è il più grosso, ha una capacità di 38.000.000 di mq e considerato che il clima della valle negli ultimi decenni è stato trasformato da freddo e nevoso a mite e spesso secco, semplicemente per deduzione logica posso affermare che una qualche influenza al microclima della valle questi laghi artificiali devono averli avuti.

martedì 14 agosto 2012

Guida a come fare il primo bagnetto a un neonato

                                                        IL PRIMO BAGNETTO
Ci siamo, l'ombelico è ben rimarginato, il mocone è caduto, adesso si può fare il primo bagnetto!
Ma come fare, senza troppa ansia?
Ecco alcune regole:
1. Preparare tutto in anticipo: scegliere il luogo, di preferenza la statnza da bagno. E' preferibile scaldare un po' la stanza (circa 22 gradi C) senza surriscaldarla, per evitare un troppo forte sbalzo termico. Preparare un catino o una vaschetta in cui si immergerà il bebè, sapone, asciugamani, pannolino, vestitini, crema. Tutto deve essere a portata di mano, vicino e comodo in modo da non costringerci a spostarsi per prenderlo, perchè bisogna avere sempre una mano che sorregge il bambino nell'acqua. Sono comodi, a questo scopo, i flaconi con il dosatore, perchè basta un dito per versare il contenuto.
2. Controllare la temperatura dell'acqua. La temperatura giusta è 37 gradi C. Esistono termometri comodi che evidenziano la tacca dei 37 gradi C. Con un po' di esperienza, la mamma potrà successivamnete controllare la temperatura anche al tatto. Ma è bene ricordare che non basta immergere una mano nell'acqua, perchè le mani di un adulto sono meno sensibili alla temperatura rispetto alle altre parti del corpo; è meglio immergere il braccio. La temperatura giusta, al tatto, deve essere calda ma poco più che la temperatura della nostra pelle.
3. Spogliare il bebè e pulirgli il sederino con una salvietta.
4. Immergerlo nell'acqua, e sorreggerlo con una mano sola sotto la nuca: con una mano aperta sorreggere collo e nuca del bimbo, lasciando il resto del corpo liberamente immerso nell'acqua; con la mano libera insaponare il corpicino del bebè.
5. Non spaventarsi se il bimbo piange. Se l'acqua è della temperatura giusta e la stanza non è fredda, non dovete preoccuparvi. Le prime volte è bene non protrarre a lungo il bagnetto, 5 minuti e tutto deve essere finito. E ricordare: se il bimbo percepisce che siete tese e ansiose, reagirà con il pianto e si innervosirà.
triangolo di spugna per bebè6. L'asciugatura: afferrare una sciugamano morbido e avvolgere il pupo. Esistono in commercio dei grembiuloni di spugna da indossare quando si fa il bagnetto al bebè. Sono pratici perchè, per aiutarsi nella presa del bimbo bagnato, permettono di appoggiare alla propria pancia in bimbo, senza bagnarsi e offrendogli una superficie morbida.
7. Completare la pulizia: come pulire le orecchie. NON USARE UN COTTON-FIOC. NON SPINGERE MAI VERSO L'INTERNO. E' sufficiente tamponare il padiglione auricolare con un fazzolettino di carta imbevuto di detergente. Anche le narici non vanno mai pulite all'interno. Basta pulire il nasino esternamente con fazzolettino imbevuto di acqua o di soluzione fisiologica.

Per chi crede alla convivenza e all'amicizia tra uomo e animale

                                                       Cani e bambini sono ottimi compagni di gioco. Per un bambino crescere con un animale è secondo me un'opportunità in più che gli viene data nella vita, una sorta di marcia in più (questo è ovviamente il mio parere).
Però bisogna chiarire che esistono delle regole e delle norme di sicurezzache devono essere rispettate sia dal bimbo che dal cane.
Il bambino deve rispettare il cane che NON è un gioco ma un essere vivente con proprie esigenze e col proprio carattere. Quindi niente tirate di coda, orecchie e pizzicotti, in questo caso il genitore ha l'obbligo morale di intervenire sgridando il bimbo e impedendogli in futuro di seviziare l'animale.
Al cane bisogna garantire un ambiente pulito e tranquillo e dargli delle regole, bisogna dargli l'opportunità di avere un rifugio, un angolino, una cuccia tutta sua in cui non venga disturbato e nel quale si rifugerà quando ne avrà voglia o non vorrà più giocare. 
I genitori hanno un ruolo molto importante nella giusta convivenza fra bambino e animale, infatti, mostrando l'affetto verso il cane, il bambino si comporterà alla stessa maniera, infatti i bambini tendono a imitarci.
Se in casa arriva un cucciolo, l’approccio col bambino deve essere lento e supervisionato dai genitori, mai gesti bruschi o urla che potrebbero inquietare il cane